APRITE LA STRADA    

UNA STORIA 100% MADE IN ROMA. FATTA DI ABUSI, OMISSIONI E INTERESSI A FAVORE DI UN PRIVATO E, COME AL SOLITO, A DISCAPITO DEI CITTADINI E DEI LORO DIRITTI

LA STORIA

Nel 2001 la Esaleasing  Spa si è aggiudicata all’Asta Fallimentare del Tribunale di Roma del 28-02-2001 (Fallimento Immaurec Srl n. 63064 – G.D. Dottor V. Vitalone), l'impianto sportivo denominato “Hydromania” sito in Roma, Vicolo Casal Lumbroso.
Negli atti del fallimento Immaurec Srl c'è, naturalmente, anche la CTU dell'Arch. Fabbri Marcello disposta dal Giudice Delegato che fornisce la descrizione e consistenza dei beni posti all'asta. In tale CTU (Pag. 14), di cui la Esaleasing era a conoscenza, è chiaramente riportato che la particella 1359 di mq. 6.360 è strada di lottizzazione e quindi non facente parte del compendio oggetto di fallimento. Detta strada, come chiaramente riportato nella CTU, divide in due parti il Centro Sportivo Hydromania.
Fai click sull'immagine per aprirla in alta risoluzioneCon Decreto n. 911 del 9-04-2001, registrato all’Ufficio delle Entrate di Roma il 30-05-2001 n. 2580, il Giudice del Fallimento  ha definitivamente trasferito l'impianto sportivo in parola alla Esaleasing Spa che a sua volta lo cede in locazione finanziaria alla A.R.IM. srl.
Nei primi giorni di maggio 2001 la A.R.IM. chiude la strada mediante la costruzione di cancelli posti all’inizio ed alla fine della stessa. Il limitrofo Consorzio Giardini del Pescaccio segnala l’abuso inviando un esposto al Dipartimento IX del Comune di Roma che informa il Municipio XVI delegato al controllo del territorio.
Il Municipio XVI, accertato l’abuso fatto dalla A.R.IM.,  emette la Determinazione Dirigenziale 2033 contro la quale la A.R.IM. fa ricorso al TAR del Lazio per l’annullamento e la sospensione della stessa. In tale ricorso la A.R.IM. sostiene che la strada è di sua proprietà in quanto trasferita dal Giudice Delegato Vincenzo Vitalone alla ESALEASING con l’atto di trasferimento del compendio immobiliare “Centro Sportivo“ denominato Hydromania di cui in precedenza.

E' di tutta evidenza che un errore formale di trascrizione non può dare luogo ad un diritto di proprietà posto che la titolarità della strada al Comune di Roma è documentata in tutti i documenti ufficiali.
Il TAR del Lazio sospende provvisoriamente la Determinazione Dirigenziale 2033 perché esiste un’altra strada, ancorché privata, per poter accedere ai cantieri del Consorzio Giardini del Pescaccio e il 29-02-2008, definitivamente pronunciandosi, emette la sentenza 1905/2008 che respinge il ricorso e stabilisce che la strada è di proprietà del Comune di Roma spettando all'Autorità Amministrativa far eseguire la sentenza.
Prima di continuare con l’esposizione dei fatti è bene ribadire nuovamente che la strada comunale taglia in due il complesso sportivo denominato Hydromania e che l’incorporazione della stessa crea enormi benefici alla A.R.IM.. Va inoltre ricordato che sulla strada comunale insistono stand commerciali, sdraio ed ombrelloni per gli avventori del parco Hydromania. Ben 6.360 mq di bene pubblico a disposizione di un privato.
Il XVI Municipio che avrebbe dovuto far eseguire prontamente la sentenza in quanto immediatamente esecutiva per 16 mesi non fa assolutamente nulla.
Solo dopo le numerose proteste dei cittadini (Fax, raccomandate, diffide, ecc) in data 3 luglio 2009, con prot. n. 46577, il Municipio XVI, nella persona del dirigente pro-tempore dell'UOT Ezio Catalano, diffida la A.R.IM. a dare esecuzione alla sentenza ovvero "di provvedere alla rimozione del cancello e di quanto altro impedisca il pubblico transito della strada di proprietà comunale" avvertendo che in caso di inadempienza nei dieci giorni successivi il "Municipio XVI provvederà a dare esecuzione alla sentenza stessa in danno alla società A.R.IM. Srl".
Com'é logico pensare una volta trascorsi i 10 giorni indicati nella diffida e in caso di inadempienza da parte della A.R.IM., il Municipio XVI avrebbe dovuto dare esecuzione alla sentenza facendo smantellare il cancello e di quanto altro impedisca il pubblico transito sulla strada comunale. Passano i giorni e nulla accade. Fai click sull'immagine per aprirla in alta risoluzioneI cittadini, sempre più esasperati, decidono di fare il 20 luglio 2009 una manifestazione in Campidoglio reclamando i propri diritti. In quella data il Sindaco di Roma On. Gianni Alemanno, in visita ufficiale a New York e raggiunto telefonicamente da uno dei manifestanti, ha dato mandato al Dott. Antonio Lucarelli di ricevere una delegazione di cittadini al fine di risolvere il problema della riapertura della strada comunale.
Continua così la storia per un'altra settimana-dieci giorni con spiegazioni assolutamente ridicole (Il Municipio XVI deve scrivere al Municipio IX per sapere se effettivamente la strada è di proprietà del Comune di Roma! anche se così è scritto nella sentenza del TAR) finalizzate a prendere tempo da parte dell'interlocutore indicato (Dott. Giulimondi).
Naturalmente la A.R.IM. (Hydromania per intenderci) non esegue l’ordine ricevuto con la diffida ed il Municipio XVI, anziché eseguire la sentenza ed intervenire in danno della A.R.IM. come indicato nella diffida del 3 luglio, emette il 5 agosto, ATTO NON DOVUTO, la Determinazione Dirigenziale n. 1377 con la quale ordina "lo sgombero, entro 10 (dieci) giorni dalla notifica della presente, dei materiali e di quant’altro insiste sull’area di proprietà comunale….nonché il ripristino dello stato dei luoghi" indicando che "entro il termine di 60 giorni dalla notificazione" la A.R.IM. può fare ricorso al TAR per impugnare il provvedimento!
La A.R.IM, di nuovo non esegue l’ordine e per tutta risposta invia al Municipio XVI, il 12 agosto, un semplice telegramma comunicando di aver notificato al Comune di Roma un ricorso al TAR contro la Determinazione 1377. Il Municipio XVI, forse intimorito dal telegramma, non fa niente per rientrare in possesso della strada comunale. Il ricorso viene depositato dalla ARIM il 15 Settembre, quando l’attività di Hydromania, che viene esercitata in parte anche sulla strada comunale, è già terminata da circa 10 giorni. Il 18 settembre il TAR emette il Decreto 4278/2009 che accoglie l’istanza di adozione di misure cautelari.
Il 30 settembre 2009 si tiene una conferenza di servizi, a cui i cittadini di zona non vengono neanche invitati, in cui si prospetta l'ipotesi di realizzare un'altra strada anziché utilizzare quella occupata abusivamente dalla A.R.IM. (Hydromania). Addirittura l'Assessore Davide Bordoni ipotizza l'adozione, da parte del Sindaco, di un provvedimento d'urgenza!
Il concetto espresso nella conferenza di servizi del 30 settembre appare chiaro: lasciamo la strada di proprietà del Comune di Roma alla A.R.IM. e ne facciamo un'altra.
Chi scrive si chiede perché? Perché il Comune di Roma dovrebbe cedere ad un privato una sua proprietà? a che titolo? a quanto ammonta il danno erariale che qualcuno intende perpetrare ai danni delle casse comunali ed in favore di un privato? Forse per salvaguardare il posto di lavoro degli unici due dipendenti della A.R.IM. (Come risulta dalla visura della A.R.IM. e contrariamente a quanto dichiarato dall'Avv. Lo Mastro nella conferenza di servizi che ne rappresenta addirittura 160).
Il 28 ottobre il TAR del Lazio emette l’Ordinanza n. 4950 con la quale accoglie la domanda di sospensiva della A.R.IM. e rimanda la decisione definitiva al 14 aprile 2010.
E' doveroso sottolineare che, come chiaramente espresso dall'ordinanza 4950, il TAR rimanda la decisione definitiva (Che non può che essere favorevole ai cittadini in virtù della precedente sentenza 1905/2008) al 14 aprile 2010 in quanto nella documentazione trasmessa al TAR è stato allegato anche il verbale della conferenza di servizi del 30 settembre 2009 in cui, appunto, si ipotizza la costruzione di un'altra strada. 

Il 21 dicembre 2009 è stata indetta una riunione presso il Municipio XVI per trattare l'argomento strada pubblica ovvero Hydromania (A.R.IM.).

Nel ricordare al lettore che il parco acquatico Hydromania ha una concessione edilizia (267/c/1990 e 1620/c/1991) per centro sportivo subordinata ad atto d'obbligo di mantenere permanentemente e definitivamente tutta l'area al servizio del centro sportivo, non si capisce come mai venga permesso di esercitare un'attività diversa di quella per cui è stata rilasciata la concessione edilizia.

Visto che i cittadini residenti nel comprensorio Giardini del Pescaccio sono impossibilitati nel percorrere la strada comunale chiusa da Hydromania, il Comune di Roma, ancora una volta, anziché rispettare una sentenza del TAR che ordina l'apertura della strada comunale, propone "una variante alla viabilità per accedere alla lottizzazione Giardini del Pescaccio" lasciando a disposizione della A.R.IM. (Hydromania) una strada comunale. A riguardo si veda la Memoria per la Giunta Comunale dell'8 aprile 2010 nella quale, guarda caso, non si parla mai degli atti d'obbligo.
I cittadini continuano a chiedersi come mai:
1) il Comune di Roma, nella persona del Sindaco Alemanno, anzichè tutelare un proprio bene (La strada comunale) propone di aprire una nuova strada, con ulteriore dispendio di risorse pubbliche, lasciando quella di proprietà comunale nelle mani di un privato (Hydromania)?
2) nella Memoria di Giunta si continua ad omettere che la strada chiusa da Hydromania è di proprietà del Comune di Roma?
3) Il Comune di Roma non esercita il suo legittimo diritto di riprendersi la propria strada?

La trattazione degli argomenti della Memoria di Giunta dell'8 aprile 2010 verrà discussa nella riunione di Giunta Comunale prevista per martedi 4 maggio 2010.

Alemanno, dov'é la riscossa di Roma di cui parli nei tuoi manifesti con cui hai tappezzato Roma?

E la storia continua

E la storia continua , non certamente come ognuno di noi si aspetterebbe, cioè a tutela del bene e dell’interesse pubblico, ma per un interesse privato. Leggiamo insieme questa Memoria di Giunta nei suoi punti più salienti e significativi cioè nelle linee guida che la Giunta approva per la conseguente DELIBERA COMUNALE

a)predisposizione di una variante urbanistica dell’area attualmente occupata dal parco acquatico o di altri atti ritenuti idonei a pervenire a soluzioni compatibili con le realtà esistenti- fermo restando il mantenimento della continuità aziendale del parco stesso - e la previsione di una consistenza di diritti edificatori compatibili urbanisticamente con le aree limitrofe e di valore di mercato coerente con i costi da sostenere per la delocalizzazione , l’acquisizione delle aree necessarie e la ricostruzione del parco acquatico”; Perché prevedere anche una consistenza di diritti edificatori, dovendo di conseguenza fare anche una variante urbanistica dell’area occupata dal parco? perché fare tutto quanto sopra descritto se è sufficiente far rispettare gli atti d’obbligo pretendendo dalla ARIM, come per Legge, che in quel sito sia esercitata solo ed esclusivamente l’attività di centro sportivo così come da concessioni edilizie rilasciate, ed il rispetto degli medesimi atti d’obbligo che non essendo stati rispettati hanno stravolto completamente l’assetto del territorio del comprensorio e mutato i piani di campagna?

b)
predisposizione di una variante al progetto relativo alla viabilità per accedere alla lottizzazione “Giardini del Pescaccio”, in alternativa a quella prevista nella convenzione originaria. Perché predisporre una variante alla viabilità originaria per l’accesso al Consorzio Giardini del Pescaccio se basta mettere in esecuzione la sentenza del TAR e riprendere possesso di una strada di proprietà comunale consentendo così al Consorzio Giardini del Pescaccio di utilizzare la strada così come previsto dalla Convenzione di lottizzazione? Perché il Comune di Roma che è fortemente indebitato, come continua a sostenere l'Assessore al Bilancio Maurizio Leo, spende denaro pubblico per fare varianti e non si riappropria della strada comunale che procura alla Arim (Hydromania) un ingentissimo arricchimento? Ci sono degli interessi privati nei confronti di Hydromania (ARIM) da parte di qualche pubblico amministratore?

c)
tramite l’Avvocatura Comunale, rappresentare nelle competenti sedi giudiziarie, l’intendimento dell’Amministrazione di sospendere le azioni giudiziarie pendenti presso il Tribunale Civile ed Amministrativo.
Il Comune di Roma da 10 anni è in causa con la ARIM per difendere il proprio diritto di proprietà, spendendo denaro pubblico per gli avvocati. Ha vinto ha una causa davanti al TAR (quella di cui non ha fatto eseguire la sentenza) Ora con quanto disposto al punto c) decide di far sospendere tutti i procedimenti giudiziari.

IL COMUNE DI ROMA HA GIA’ VINTO LA CAUSA AL TAR , STA PER FINIRE QUELLA AL TRIBUNALE CIVILE IN CUI SICURAMENTE VINCERA' ED ORA CALA LE BRAGHE DAVANTI ALLA ARIM E SOSPENDE TUTTE LE CAUSE? SI E’ MAI SENTITA UNA COSA DEL GENERE? chi ha firmato la memoria da che parte sta?
Pagheranno forse essi le spese di causa sostenute dal Comune fino ad ora ?

La mancata ripresa in possesso della strada da parte del Comune, ha comportato che tutto il traffico leggero e pesante da e per il Consorzio Giardini del Pescaccio da qualche anno si è riversato sulla strada privata Via Fibonacci, i cui proprietari ormai stanchi di subire abusi e di veder compromessa la sicurezza sulla propria strada, si sono determinati a chiuderla.
Hanno presentato una DIA nell’anno 2009, per l’esecuzione dei lavori di chiusura e il 23 aprile 2010, hanno installato un cancello alla fine della loro proprietà inibendone il pubblico transito. Il cancello è stato nottetempo danneggiato da ignoti. Dopo circa 60 gg. davanti ad esso gli abitanti di Via Fibonacci hanno messo delle grandissime fioriere che fanno da muro.
E da allora l’ira del Municipio e del Campidoglio si è abbattuta su di loro.
E’ stata fatta una Determinazione Dirigenziale, contro la quale si può fare ricorso al TAR, con la quale il Municipio XVI ordina l’abbattimento del manufatto che chiude Via Fibonacci.
E per questo il giorno 3 Luglio il Comune invia una ruspa per l’abbattimento, senza attendere che i cittadini possano esercitare il diritto come per legge di fare ricorso al TAR. Si spendono i soldi pubblici per intimorire gli abitanti-proprietari di Via Fibonacci e per far lavorare tranquilli quelli di Hydromania.

Via Fibonacci deve rimanere aperta, serve per gli interessi della ARIM serve a tenere buoni gli animi di coloro che avendo come via di accesso e di uscita verso il GRA proprio la strada comunale occupata da Hydromania, ora sono costretti a fare un tragitto più lungo per raggiungere il GRA. Serve quindi a non procurare preoccupazioni alla ARIM da parte di chi si potrebbe rivoltare contro di loro. Già perché la ARIM deve continuare indisturbata ad usare e detenere la strada comunale che ha chiuso. Quindi chi se ne frega se per farli lavorare tranquilli si giunge perfino a portare il caso in Campidoglio nel Consiglio Comunale.


Non è stato più necessario portare la questione in Campidoglio nel Consiglio Comunale perchè....


E' ACCADUTO L'INCREDIBILE


Il Comune di Roma fa abbattere un muro posto su una strada privata e non fa abbattere i cancelli posti su una strada comunale come imposto da una sentenza del TAR.

Il Municipio XVI, il 14 luglio, ha provveduto da solo ad inviare un imponente numero di agenti di forze dell’ordine composto da circa 60/70 uomini al comando di ben 3 Commissari di P.S. per assistere all’opera meritoria che si apprestava a compiere: radere al suolo per mezzo di una gigantesca ruspa le fioriere che formavano il muro di chiusura della strada privata VIA FIBONACCI.
Quel plotone era lì giunto per fronteggiare le proteste degli abitanti-proprietari di Via Fibonacci, che lo ricordiamo ancora una volta è una strada privata.
E' doveroso far sapere che, ad esplicita richiesta di vedere l’ordine di demolizione, è stato opposto un secco e netto rifiuto da parte del responsabile dell’operazione presentatosi come Dirigente di PS Dott. Zingale. Corre l'obbligo di ricordare allo Zingale, in questa sede, che i cittadini erano nel pieno diritto di vedere tale ordine.
 Le valutazioni se lo Zingale ha abusato del proprio potere non mostrando quanto richiesto dai cittadini presenti saranno oggetto di altre valutazioni in altre sedi.

All’appello risultavano essere presenti :
1)
      una pattuglia del nucleo antisommossa formata da 22 agenti di P.S.
2)
      8 agenti della Scientifica;
3)
      14 - 16 Vigili Urbani ;
4)
      Oltre 10 Carabinieri che hanno detto di essere arrivati da Bracciano, essendo i carabinieri di Ponte Galeria numericamente insufficienti;
5)
      N. 3 Commissari di P.S;
6)
      Un certo Signor Gargano che si è dichiarato essere rappresentante del Campidoglio;

              

                                                               

Alcune fotografie scattate documentano ampiamente la portata dell’azione compiuta.

E i cittadini continuano a porsi delle domande a cui naturalmente non ci sarà risposta :

1) Perchè in Via Fibonacci - STRADA PRIVATA – l'Autorità (Che non sappiamo se sia il Municipio XVI o il Campidoglio visto che è stata negata la visione dell'ordine di abbattimento) ha mandato le ruspe per abbattere il muro che chiudeva la strada nonostante sia stata presentata regolare DIA?;

2) Perché il Municipio XVI o il Campidoglio non ha mandato le ruspe ad abbattere i cancelli che ostruiscono l'accesso alla strada comunale come la sentenza del TAR 1905/2008 ha ordinato 2 anni e mezzo fa? Forse non si sono ancora trovate le ruspe oppure qualche pubblico amministratore ha interessi a non dar fastidio ad Hydromania?

Ci saranno risposte a queste legittime domande dei cittadini?

Domani 22 luglio alle ore 18 si terrà in Campidoglio un incontro tra i cittadini che si sentono gravemente abusati e lesi nei loro diritti ed i rappresentanti del Campidoglio.

Vi informeremo.

Il  22 Luglio 2010 alla riunione indetta, nulla si  è risolto. Troppo grande è il potere della ARIM (Hydromania) ed i cittadini hanno dovuto, con la coda tra le gambe  ma non vinti, tornare alle loro case. Il comune ha deciso di continuare ad attendere la risoluzione del TAR che in data 12 ottobre 2010, in attesa di eventuali accordi tra le parti,  ha rinviato l’udienza finale al 22 maggio 2011 e di cui si attende l’esito della sentenza.

Il 7 Aprile 2011, con la sentenza 7266/2011, si è concluso il procedimento civile dinanzi al Tribunale di Roma con il quale si doveva decidere chi avesse il diritto di proprietà sulla strada, tra il Comune di Roma e la ARIM . Il Giudice, Nicola Archidiacono ha  sentenziato che:

1)  il Comune di Roma non ha nessun diritto sulla strada poiché essa - particella 1359 – al momento in cui era stata ceduta al Comune di Roma per la convenzione urbanistica del Consorzio Giardini del Pescaccio, era gravata da  ipoteca  e che pertanto l’atto di cessione al Comune  non era valido. La strada quindi è di proprietà della ARIM – quindi di Hydromania-

2)     sulla particella 1359 (strada) di proprietà della ARIM , esiste fin dal 1962  ed è tuttora vigente una servitù di passaggio pedonale, carrabile e con automezzi   a favore della società “ IL  POGGIOLO” che si trova all’interno  del Consorzio Giardini del Pescaccio, così scrivendo:

Con riguardo alla domanda proposta in linea subordinata dalla intervenuta Immobiliare “ Il Poggiolo s.r.l.” afferente alla richiesta di accertamento della titolarità fin dall’anno 1962 di autonoma servitù di passaggio pedonale e carrabile con automezzi a carico della superficie di terreno corrispondente alla part. 1359 , si deve osservare che l’atto di compravendita stipulato in data 9.4.62 e trascritto presso la Conservatoria dei RR:II di Roma, conferma che l’appezzamento di terreno in CT al foglio 413 part, 136b è gravata da servitù di passaggio a favore di tutti  i terreni su di essa prospicienti, al fine di regolare sia l’accesso all’appezzamento di terreno oggetto di vendita che ai terreni adiacenti per costituzione di servitù di passaggio pedonale, carrabile e con automezzi dipartentese dal cancello sulla Via del Pescaccio e fino al bivio della strada interna di lottizzazione. Sentenza 7266/11 (Pag. 20)

 

PERTANTO LA SOC.IMMOBILIARE IL POGGIOLO DEVE AVERE A DISPOSIZIONE LA STRADA COME ANCHE TUTTI  I PROPRIETARI  DEI  TERRENI CHE SONO PROSPICENTI ALLA SUDDETTA STRADA

 

La sentenza 7266/2011 è stata appellata dal Consorzio Giardini del Pescaccio, essendo stati rinvenuti dopo l’emissione della sentenza,  documenti comprovanti la domanda di cancellazione di ipoteca sulla particella 1359, del 30 Novembre 1994 con relativo previo  consenso alla cancellazione di ipoteca del 17 Novembre 1994 ,  da parte della Banca di Roma che l’aveva iscritta.
Al Comune è stata consegnata, nel mese di maggio,  dal Consorzio Giardini del Pescaccio formale copia della suddetta documentazione.
Il Consigliere Comunale On.le Fabrizio Santori in data  17 giugno 2011 ha presentato una Interrogazione al Sindaco  per sapere cosa intende fare l’Amministrazione Capitolina alla luce della nuova  documentazione rinvenuta e della sentenza che attesta ed accerta la menzionata servitù di passaggio ed al fine di definire l’annosa questione che riguarda il Parco  Acquatico.

Attualmente  la strada – oggetto di contesa - è occupata da sdraio, ombrelloni, e stand per attività commerciali ed inoltre è  sbarrata da cancelli e da una sbarra interna e la ARIM non intende consentire alla Società IL POGGIOLO e quanti in diritto  il passaggio  su questa strada- Lo ha dichiarato, Stefano Carassai, legale rappresentante della ARIM ,  sabato 25 giugno quando, alla presenza di una pattuglia di polizia e di Vigili Urbani, da parte di un gruppo di cittadini è stato fatto un tentativo (Vedi Foto 1, Foto 2 e Foto 3) di chiedere alla ARIM  di poter esercitare il diritto di passaggio sancito anche dalla sentenza 7266/11.

Articolo de IL TEMPO

 

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